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Feste

San Bachisio

Loceri è un paese allegro e festaiolo, fra le feste religiose molto sentita quella di San Bachisio, il 10 Maggio. Su un carro trainato da un giogo di buoi splendidamente adornati con fiori e stoffe colorate, il simulacro del Santo è accompagnato, in suggestiva processione, al suono delle launeddas, fino alla chiesetta campestre poco distante dal paese. Aprono la sfilata i cavalieri, seguiti dalle donne in costume, con gli stendardi.

Ricco e vario il programma delle manifestazioni durante tutto l'anno e in modo particolare in estate, quando il paese apre le piazze e gli angoli caratteristici al meglio della propria ospitalità, fatta di accoglienza e cordialità, di una cucina dai sapori marcati e di ottimi vini.
Originali sonorità nella musica, nel canto e nel ritmo coinvolgente del ballo sardo sono immancabile accompagnamento alla festa e gli splendidi colori dei gruppi in costume si mischiano con insolita naturalezza alla variegata presenza della folla, alla fine collettivamente partecipe al cerchio del ballo che riempie la piazza.

Le Tosature

Una volta l'anno, fine Aprile, Maggio, il pesante vello invernale della pecora deve essere tosato, l'animale acquista una fisionomia più snella e leggera e come rinato è pronto ad affrontare la calura estiva.

Questo occasione rappresenta un momento particolare nel lavoro del pastore, che solitamente si svolge come una attività individuale, poiché richiede una partecipazione collettiva e un aiuto reciproco.

Il tutto si trasforma in una festa particolare nella quale catturare e legare gli animali, sganciare i campanacci, sforbiciare con i caratteristici forbicioni artigianali, ripiegare come una veste il manto di lana e infine liberare l'animale così alleggerito, accompagnati da con un sonoro di voci e di belati in un singolare amalgama di suoni.

La festa si conclude in un grande pranzo comunitario, dove in grande abbondanza, c'è quanto di meglio offre la tradizione pastorale dell' arrosto, con le carni scelte e la gustosissima treccia fatta con le interiora della pecora, rigorosamente curata dagli uomini, mentre le donne preparano un primo piatto di pasta, condita con un sugo indimenticabile di carne e una tenerissima insalata di stagione.
Non mancano mai a fine pasto delle leccornie tutte sarde: il ''casu axedu'', un formaggio acido e tenero a doppia coagulazione, il formaggio pecorino fresco e stagionato, e, attenzione, il formaggio con i vermi e il caglio di capretto, che concorrono in piccantezza ed esaltano, pare, le virtù maschili.

I vini cannonau, corposi rossi d'annata, le grappe odorose e il mirto fatto di vere bacche, completano la festa dei sapori, prima dei dolci tradizionali, di un ottimo caffè e della immancabile morra.
Questa manifestazione della tradizione pastorale sarda, ancora molto sentita e in gran parte intatta, conserva la più bella immagine del ''Pastoralismo'', una civiltà riconosciuta dall'UNESCO come patrimonio immateriale dell' umanità.

By Gianclaudio Serra

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